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Nuovi metodi analitici per testare il latte per l’infanzia

Otto nuovi metodi analitici specifici per testare la vitamine e altri micronutrienti nel latte artificiale per bambini aiuteranno ad assicurare la corrispondenza di quanto dichiarato dai produttori all’effettivo contenuto.
Il latte per l’infanzia deve contenere nutrienti essenziali (come vitamine e minerali) per una crescita adeguata e uno sviluppo psico-fisico equilibrato. Questo è il motivo per cui la qualità del prodotto è tenuta sotto stretto controllo dalle autorità e regolamentata dal Codex Alimentarius.
Per verificare che siano presenti tutte le componenti nutrizionali necessarie, sono richiesti accurati metodi analitici. Ve ne sono diversi in giro per il mondo e in continua evoluzione, che spesso portano a risultati non omogenei. Questa mancanza di armonizzazione a livello internazionale causa non pochi problemi al commercio tranfrontaliero. E’ vero che alcuni metodi sono elencati e descritti nelle sezioni specifiche del Codex, ma ce ne sono molti altri superati, non validi per il latte artificiale per l’infanzia, e il più delle volte non accettati globalmente.
Il progetto SPIFAN (Stakeholder Panel on Infant Formula and Adult Nutritionals), condotto da AOAC International (associazione scientifica non-profit che si occupa di diffondere metodi analitici standard) in collaborazione ISO (International Organization for Standardization) e l’International Dairy Federation (IDF), sta affrontando la questione. Tra le altre cose, è prevista la pubblicazione di standard ISO armonizzati per aiutare i produttori di latte per l’infanzia e i laboratori ufficiali a controllare con metodologie uniformi.
La collaborazione ha già ‘partorito’ otto metodi per testare i seguenti nutrienti: vitamina A ed E, vitamina B12, inositolo, iodio, profilo acidi grassi, nucleotidi, acido pantotenico e micro-tracce di minerali (come cromo, selenio e molibdeno).
Questi nuovi standard ISO saranno proposti al Codex Alimentarius come “Type II methods” (ovvero metodi di riferimento) per farli diventare ‘arbitri’ delle dispute internazionali su risultati non coincidenti dei test. Ciò significa che dovrebbero rappresentare in futuro gli unici metodi validi e universalmente riconosciuti per analizzare il latte destinato ai più piccoli.