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Sardegna: a Macomer il gelato si fa col latte di pecora

Se l’Italia è la patria del gelato, la Sardegna è l’sola del latte di pecora. Da questa semplice, doppia, considerazione nasce l’intuizione di un gelato a base di latte di pecora. L’idea arriva da Macomer (NU), dove operano due pasticceri ‘creativi’, Maurizio Cossu, della pasticceria Tesi, e Giandomenico Cugusi, titolare della Garida, che si sono avvalsi della collaborazione del Gal (Gruppo di azione locale) Marghine.
Gli artefici della nuova proposta hanno pensato di declinanarla in 4 gusti diversi, gioddu, seada, fiordilatte e cannolo, tutti ovviamente accomunati dall’ingrediente principale: latte di pecore allevate nei pascoli naturali del Marghine. Si tratta di un latte dal sapore deciso, ma apprezzato da molti. Coppette, coni e semifreddi hanno avuto un successo immediato. Sin dalla presentazione, avvenuta l’estate scorsa nello stand del Gal alla mostra agroalimentare di Macomer, la fredda specialità ha conquistato anche i palati più esigenti.
Va segnalato che il 2015 è stato un anno eccezionale per il latte di pecora. In virtù delle sue caratteristiche nutrizionali abbastanza uniche, ha conquistato un gran numero di estimatori, soprattutto tra i consumatori più attenti alla salute e al benessere. La sinergia tra il settore ovicaprino e quello della produzione del gelato ha consentito di sfruttare al meglio il momento propizio e sta contribuendo a diffondere la cultura del consumo di prodotti di qualità, adatti a una alimentazione corretta.
Un’annata straordinaria – si diceva. Ebbene sì, lo dicono le cifre, con il latte di pecora che si è guadagnato sul campo la definizione di “oro bianco sardo”. Il Pecorino ha vissuto un vero e proprio boom, quello Romano (a base di latte sardo – ndr), venduto al 9,50 euro al chilo, ha visto quotare il latte all’origine più di un euro al  litro: 1,10 per le industrie, ancora di più i piccoli produttori, con grande soddisfazione dei pastori, ovviamente.
Numeri fuori dal comune per il settore, puro ossigeno per tante attività dell’isola, commentate con un pizzico di orgoglio da Sandro Lasi, presidente dell’Associazione regionale agricoltori della Sardegna: “Nonostante tutto, il settore ovicaprino ha sempre saputo innovarsi nel rispetto della tradizione e senza perdere la propria identità“.