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Primo bimestre positivo per l’export lattiero-caseario in Cina

Il 2017 è sicuramente cominciato sotto i migliori auspici per coloro che importano in Cina: nei primi due mesi dell’anno (dati CLAL), se raffrontati a quelli del 2016, c’è stato un aumento a volume (+3,8%) e, soprattutto, a valore (+16,2%) dell’export lattiero-caseario, con 454.736 tonnellate di prodotti per 1 miliardo 406 milioni di dollari americani, segnale che i margini di sviluppo nel gigante asiatico sono ancora notevoli.

I prodotti che hanno segnato le migliori performance sono il latte per l’infanzia, con un buon 10,5% a volume, la crema di latte, con percentuali davvero interessanti sia a volume (30,2%) che, soprattutto, a valore (35,2%), i formaggi (14,5% a volume e 16,7% a valore) e la polvere di siero (con un notevole +40,5% a valore).

Per quel che concerne le polveri di latte, più che positivi sia i dati che riguardano quello scremato (+4,2% a volume e 19,4% a valore rispetto allo stesso periodo del 2016) che quello intero (+3,9% a valore e addirittura il 24,7% a valore). Il risultato migliore è quello raggiunto dal lattosio per uso alimentare, cresciuto dell’84,8% a volume e del 56,8% a valore. Il burro, come già anticipato negli scorsi articoli, vede diminuire i volumi di vendita (-21,8%) ma il valore resta sostanzialmente stabile, a dispetto dei ridotti quantitativi (+0,7%). Calano il latte sfuso e confezionato (-6,1% a volume e -5,4% a valore) e i caseinati (un crollo, con -46,7% a volume e il 40,3% a valore). Lo yogurt e il latticello vede diminuire solo il valore del 13,6%.

Febbraio, export lattiero-caseario a volume

Per quel che concerne i dati del mese di febbraio di quest’anno confrontati con lo stesso mese dello scorso anno, l’export cinese è aumentato in volume relativamente a polvere di siero (+63%), alla polvere di latte intero (+50,8%), al latte per l’infanzia (+38,4%), ai formaggi (+36,4%), alla polvere di latte scremato (+16.0%) e alla crema di latte (+59,9%). In ripresa l’export del latte sfuso e confezionato (+37,5%). Confermato, anche se in leggero miglioramento, il calo del burro (-15.4%).