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Crescono le esportazioni di formaggi dall’Unione Europea

Un mese tutto sommato positivo quello del gennaio appena trascorso, se raffrontato con lo stesso mese dello scorso anno, per l’esportazioni di alcuni prodotti lattiero-caseari comunitari: a volume sono aumentate le esportazioni di crema di latte (+21,8%), di formaggi (+13%), di latte per l’infanzia (+11,1%), di polvere di latte intero (+6,1%). Non si può dire lo stesso per altri prodotti: calano le esportazioni relative alla polvere di siero (-0,5%), alla polvere di latte scremato (-7,8%), al burro (-37,1%), al latte sfuso e confezionato (-1,3%) (dati www.clal.it)

I prezzi del formaggio

A valore i prezzi unitari delle esportazioni della UE a 28 relativi al mese di gennaio di quest’anno confrontati con il gennaio del 2016 sono aumentati relativamente al burro (+43,0%), alle polveri di latte intero (+24,4%) e scremato (+9,8%), alla polvere di siero (+4.4%), alla crema di latte (+1,5%).

Diminuiti, invece, quelli dei formaggi (-1%), del latte per l’infanzia (-7,2%) e di quello sfuso e confezionato (-4%). Il valore totale delle esportazioni a volume è stato di 384.285 tonnellate, praticamente pari (+0,2%) allo stesso mese dello scorso anno. Decisamente migliori le performance a valore, con con un incremento del 10,3% (dati www.clal.it).

Per quel che concerne l’export dei formaggi comunitari del mese di gennaio sono gli Stati Uniti ad assorbire i principali quantitativi, con un incremento dell’1% pari a 9.986 tonnellate e uno share del 16%. Seconda piazza per il Giappone, con un incremento del 47% e 7.695 tonnellate. Terzo esportatore è la Corea del Sud, che ha scalzato la Svizzera, ora quarta, che comunque vede incrementare le esportazione del 5%. Il Paese asiatico segna un ottimo +53%, dopo il calo del 2016, passando dalle 2.934 tonnellate del 2016 alle 4.479 tonnellate di quest’anno. Quinta posizione per l’Arabia Saudita con un incremento del 4%. Ora si aspetta un ulteriore incremento, tenuto conto che gennaio nel 2016 è stato il mese meno proficuo (il più generoso è stato settembre, l’unico mese dello scorso anno in cui è stata superata la soglia delle 70.000 tonnellate).