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Cala la produzione di latte in Oceania, in crescita i prezzi

In Oceania la limitata produzione di latte sostiene i prezzi del settore lattiero-caseario. In Australia, dove l’estate è ormai prossima al termine, la disponibilità di latte è tuttora limitata.

Negative le percentuali relative alla produzione di latte nel secondo semestre dello scorso anno sia per quel che riguarda l’Australia (-8,55% nel periodo luglio–dicembre dello scorso anno rispetto allo stesso periodo del 2015: dati clal.it) che per quel che concerne il principale esportatore mondiale, ovvero la Nuova Zelanda (più contenuto, con -2,97% nel periodo giugno–dicembre del 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015).

Calo della produzione di latte e quotazioni delle polveri di latte

La limitata disponibilità di latte, e, di conseguenza, di materia grassa, favorisce un rafforzamento nei prezzi dei prodotti con maggior contenuto di grasso.

Per quel che riguarda la polvere di latte intero, in Oceania i prezzi sono in aumento, rafforzati dalla disponibilità limitata di materia grassa. Nei primi due mesi dell’anno il prezzo della polvere di latte intero ha confermato il trend di crescita dell’ultima parte dell’anno (si è passati da una media di 2.585 euro per tonnellata di fine ottobre a una media di 3.098 euro per tonnellata di metà febbraio) con una crescita del 65,72% rispetto a febbraio del 2016. Quotazioni, comunque, ancora lontane da quelle della Germania, che ha visto crescere le quotazioni fino a 3.193 euro/tonnellata a gennaio di quest’anno (per poi calare a 3.096 euro/tonnellata a febbraio), con un incremento del 45,11% rispetto a gennaio del 2016. In Olanda, nonostante i prezzi di febbraio siano aumentati del 56,90% rispetto a quelli dello stesso mese del 2016, si è assistito ad un calo (a febbraio una tonnellata di polvere di latte intero costa 2.985 euro: dati clal.it)

Anche i prezzi della polvere di latte scremato sono in aumento, dopo 6 settimane di stabilità.

Le quotazioni degli altri prodotti

Per quel che concerne il burro in Oceania i prezzi sono in leggero aumento. I produttori di burro neozelandesi riescono ad ottenere prezzi superiori, avvantaggiandosi della limitata disponibilità di materia grassa. In Australia il burro è considerato la destinazione del latte più remunerativa, ed i produttori hanno difficoltà a soddisfare i consumi domestici.

Prezzi in aumento anche per il cheddar. I produttori di formaggi ritengono che il cheddar sia ancora uno dei derivati del latte più profittevoli, anche se la domanda appare relativamente stabile.