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Crisi del Pecorino romano, si tratta con le istituzioni

In Sardegna montano le proteste di piazza per la crisi generale del settore ovicaprino. A tal proposito la Confederazione Italiana Agricoltori, con una delegazione di allevatori sardi, opta per il dialogo e la trattativa con le istituzioni: l’obiettivo primario resta quello di salvare dal baratro circa 12 mila aziende isolane. Il perché è presto detto: il prezzo del Pecorino Romano si è praticamente dimezzato, passando da 9,50 euro al kg a 5,20 euro al kg, con conseguenze pesantissime sul prezzo del latte alla stalla, che ha perso oltre il 50% del suo valore. 

Il pecorino Romano e le proposte sul tavolo

Varie le proposte messe sul tavolo, con il fine unico di tutelare il reddito di produttori e allevatori dall’inarrestabile spirale del crollo dei prezzi: dall’attivazione del Fondo di Garanzia alla necessaria emanazione del Bando Agea per gli indigenti con l’inclusione del Pecorino Romano tra i prodotti del paniere, passando per il pagamento automatico degli impegni comunitari. Tra le altre cose si chiede l’accesso agevolato al mutuo di conduzione con copertura degli interessi attraverso l’uso del de minimis, l’attivazione di un Fondo regionale di rotazione reso accessibile alle aziende agricole, garantito direttamente dalle produzioni ferme nei magazzini.

Gli interventi di carattere strutturale

Anche gli interventi di carattere strutturale e organizzativo necessari al settore ovicaprino sono stati inseriti tra le proposte. Si sottolinea la necessità di affrontare il problema dell’organizzazione della produzione, fortemente polverizzata, come di favorire la nascita dell’Interprofessione, anche per prodotti specifici (Dop e Igp). Il tutto condito con la valorizzazione del marchio qualità Sardegna quale strumento identitario di distinzione delle produzioni, gestito dalle imprese agricole e agroindustriali regionali.

Agli agricoltori e agli allevatori isolani non resta che confidare nell’accoglimento delle loro istanze e in una rapida esecuzione di tutte le misure necessarie atte a non disperdere tutto un patrimonio di conoscenze e professioni unico e a garantire il sostentamento di centinaia di migliaia di famiglie sarde.