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La stagione lattiero-casearia in Australia è in ritardo

Appare decisamente in ritardo la stagione lattiero-casearia australiana: infatti è opinione diffusa che il normale andamento stagionale quest’anno si sia spostato in avanti. Il motivo pare risiedere nel clima freddo e piovoso che ha imperversato in primavera e che sta persistendo anche in estate.

Nonostante tutto le condizioni dei pascoli e del foraggio sono buone, fattore che dovrebbe permettere agli allevatori di essere nelle condizioni di mantenere stabile la produzione di latte e ad un costo ragionevole.

Intanto i dati forniti da clal.it vedono, nel periodo luglio-ottobre di quest’anno, un calo della produzione di latte molto deciso in Australia, pari al -10,29% rispetto allo stesso periodo del 2015, con il calo che si accentua maggiormente a ottobre (-11,39%), notoriamente il mese più prolifico. D’altro canto le stagioni 205/2016 e 2014/2015 hanno chiuso con il segno più (+1,96% la prima e +6,42% la seconda). Più contenuto il calo dei vicini neozelandesi, -2,44% (dati Clal)

Andamento dei prodotti in Australia e Nuova Zelanda

Il prezzo del burro è in deciso aumento. Il livello dei magazzini è basso in Australia, e la disponibilità di panna limita la produzione di burro. Alcuni utilizzatori di burro che necessitavano di piccole quantità hanno acquistato burro confezionato nei punti vendita al dettaglio per soddisfare le proprie necessità di produzione.

In aumento anche i prezzi del formaggio Cheddar. Mentre in Australia il formaggio è attualmente la destinazione preferenziale per il latte, alcuni trasformatori neozelandesi stanno rivolgendo la loro attenzione verso altri derivati che ritengono più remunerativi.

Invariati i prezzi della polvere di latte scremato. La decisione della Commissione Europea di vendere parte degli stock di polvere di latte scremato sta generando preoccupazione in Oceania, stemperata dalla notizia di un recente aumento dell’export.

La polvere di latte intero, invece, vede salire l’asticella del prezzo. In Nuova Zelanda la polvere di latte intero è diventata la scelta preferenziale del latte, in termini di remuneratività, e molti trasformatori si attendono che questo valga anche in futuro.