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Lattiero-caseario, per ONU un alleato contro la denutrizione in Asia

Il latte e gli altri prodotti caseari possono diventare un alleato inaspettato nella lotta contro la denutrizione, specialmente in un continente enorme e sovrappopolato come l’Asia, che ha a che fare con problemi legati all’obesità e alle carenze vitaminiche e minerali. Questo quanto appare da un rapporto della Food and Agriculture Organization (FAO) delle Nazioni Unite.

Un rapporto che rappresenta in un certo senso una sveglia secondo Kundhavi Kadiresan, assistente direttore generale della FAO, con quasi mezzo miliardo di persone che soffrono la fame in questa regione. E l’aumento del consumo di latte e di prodotti lattiero-caseari può rappresentare la soluzione migliore per debellare le problematiche legate alla nutrizione.

In effetti, grazie alla maggiore stabilità politica e alla meccanizzazione dell’agricoltura, l’Asia ha fatto passi da gigante in tal senso: negli ultimi 25 anni il tasso di denutrizione si è dimezzato in Asia passando dal 24,3 per cento al 12,3 per cento.

Un’altro aspetto da sottolineare è rappresentato dalle milioni di persone che si spostano dalle campagne alla grande, le quali cambiano la dieta, passando da quella più tradizionale dominata dal riso ad una versione più “occidentalizzata”, che prevede più frutta, verdura e carni.

Ma l’evoluzione nella dieta più significativa per gli asiatici è stata quella relativa al maggiore consumo di latte, tradizionalmente assente da molte cucine asiatiche, ma che ora va a ruba dagli scaffali da Bangkok a Pechino. La produzione è quasi triplicata, da circa 110 milioni di tonnellate nel 1990 a quasi 300 milioni di tonnellate nel 2013 – che rappresentano oltre il 80 per cento della crescita mondiale nelle forniture di latte.

Nutriente ed economico, il boom dei prodotti lattiero-caseari ha incoraggiato i governi a portare avanti programmi che investissero anche le scuole. In Thailandia un programma nazionale, che porta il latte nelle scuole, ha fatto sì che gli studenti, per diventare più alti, assumessero più proteine ​​e calcio. Programmi simili sono stati avviati dall’India alla Cina e alle Filippine.

I principali beneficiari sono stati i piccoli agricoltori, che producono quasi l’80 per cento del latte in Asia, a causa dei bassi costi e di una più equa distribuzione delle mucche e delle capre.

Il risultato è che l’industria lattiero-casearia è diventato, per Kadiresan, un potenziale motore per la crescita e per alleviare la povertà.