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Latte di pecora possibile motore del lattiero-caseario neozelandese

L’allevamento delle pecore da latte potrebbe essere il motore del lattiero-caseario della Nuova Zelanda: ad affermarlo è Yuanrong Chen, un imprenditore lattiero-caseario cinese che ha investito negli ovini da latte in Nuova Zelanda ed è nel settore da 40 anni. La mungitura degli ovini, in effetti, è cresciuta in Nuova Zelanda: dalle 3000 pecore dello scorso anno alle 25.000 attuali.

Al contemp in Cina quello del latte in polvere di pecora per bambini è un mercato in forte crescita e si sta sviluppando così in fretta che l’offerta non riesce a tenere il passo della domanda. E la Nuova Zelanda, Paese in cui ci sono più pecore che in qualsiasi parte del mondo, può ovviamente beneficiare di questa espansione della domanda in Cina.

Al momento, in Cina, il latte di capra occupa una quota maggiore del latte di pecora. Ma la torta da spartirsi è immensa e la speranza di Chen è quella di raggiungere il 10 per cento di quota di mercato.  Il latte di pecora, proprio grazie all’enorme numero di pecore neozelandesi, ha davvero notevoli margini di sviluppo, anche se attualmente  – occorre ricordarlo – gli ovini sono allevati nella stragrande maggioranza per la carne e la lana. La Nuova Zelanda appare pronta a invertire questa tendenza. A detta di Chen questo processo potrebbe compiersi entro 10 anni.

Per quel che concerne il prezzo, 800 grammi di latte di pecora in polvere costano circa 100 dollari neozelandesi in Cina. Una cifra ragguardevole, ma anche su questo punto Chen appapre ottimista, perché, se i neozelandesi non pagherebbero queste cifre, in Cina per ogni bambino ci sono sei adulti che lo supportano economicamente. “Mio ​​figlio e mia cognata – dice Chen – hanno un bambino, per noi è normale aiutarlo, così come per i genitori di mia cognata. Quindi – conclude – anche se la capacità di guadagno a persona è inferiore a quella neozelandese, ci sono più persone che allevano ogni bambino”.