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‘Milk bar’ neozelandesi in Cina, è boom

Un bar dedicato esclusivamente al latte? In Cina ce ne sono 50 e sono destinati ad aumentare vertiginosamente. Un marchio quello di New Zealand Milk Bar sconosciuto nel suo paese di origine. Ma che ha aperto il suo cinquantesimo punto in Cina, a Shanghai a maggio scorso. Con l’obiettivo finale di aprirne ben 1.000 entro fine 2017.

Per Jane Li, da Biopure Health, e Simon Page, i due imprenditori, Shanghai è particolarmente importante perché è la città più popolosa ed economicamente importante della Cina, con una popolazione di oltre 24 milioni. I 50 locali NZMB si trovano comunque già in 13 province cinesi e sono il frutto di un lavoro portato avanti negli ultimi cinque anni. Il primo bar è stato aperto nel 2012.

Per i due imprenditori i prodotti lattiero-caseari della Nuova Zelanda sono ancora considerati dai consumatori cinesi tra i più ricercati e di maggior qualità al mondo.

Gli store dispongono di un bancone in stile retrò per il “milk bar” e hanno un reparto di vendita al dettaglio che propone diversi prodotti lattiero-caseari di aziende neozelandesi, tra cui alimenti per lattanti e latte in polvere. Ed è per questo che i consumatori vogliono anche essere sicuri che i prodotti sono realizzati con il miglior latte della Nuova Zelanda e sono monitorati per quel che concerne la qualità e la sicurezza lungo tutta la catena di approvvigionamento, fino al consumatore in-store.

Al fine di consolidare questa fidelizzazione è arrivata, lo scorso marzo, la registrazione per il marchio del latte artificiale Infapure, per conformarsi alle nuove normative cinesi che richiedono ai produttori di latte artificiale di ottenere l’approvazione da parte dell’Autorità Cinese di Certificazione Nazionale (CNCA) per l’esportazione. I prodotti lattiero-caseari esportati dall’ azienda in Cina sono trattati in una industria cinese accreditata, situata ad Auckland.

Per Simon Page c’è sempre una forte richiesta in Cina, in particolare di prodotti lattiero-caseari pronti, nonostante le notizie di un rallentamento economico generale.