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Cina sempre più interessata a importare prodotti lattiero-caseari finiti

A maggio le importazioni della Cina sono aumentate in volume, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, relativamente a latte e panna (+110.9%), latte per l’infanzia (+32.8%), polvere di latte intero (+18.2%), polvere di siero (+10.2%) e formaggi (+9.7%); in diminuzione, invece, quelle di latte in polvere scremato (-13.2%) e burro (-18.2%).

Si tratta di una conferma del trend di crescita delle importazioni, tenuto conto che nei primi cinque mesi dell’anno la crescita è stata quasi ovunque a doppia cifra (ad eccezione della polvere di latte scremato, che comunque segna un +8,9% a volume). Si va dal +86,9% di importazioni di latte e panna (di cui +85,7% di latte confezionato) al +27% del latte per infanzia, dal +33% di burro al +24 di formaggi: numeri che denotano chiaramente l’interesse del gigante asiatico per i prodotti lattiero-caseari finiti, in particolare modo per il latte confezionato.

Un trend che è in crescita, nonostante gli indicatori presentino dati reali sul rallentamento della Cina: dopo il crollo del 2015 (-34,57 rispetto ai primi 5 mesi del 2014) si assiste ad una buona ripresa nei primi mesi del 2016 (+34%), spinta dalla crescita della latte sfuso e confezionato e, in misura minore, dal latte per l’infanzia. Pressoché stabili i dati relativi alle importazioni di formaggi, con un leggero incremento dal 2012 a oggi.

Ma quali sono i principali fornitori di latte e panna? In primis la Germania, che con 95 mila tonnellate (+85% rispetto al 2015) ha il 36% di quota del mercato. Al secondo posto la Francia che, con un incremento del 299% e con 48 mila tonnellate, ha scavalcato la Nuova Zelanda, ora terza con un pur significativo incremento del 92% e con 47 mila tonnellate. Interessante la performance della Polonia che ha superato il Regno Unito inserendosi al quinto posto grazie un un mirabolante 222%, contro il pur buono 16% britannico.

Sul fronte formaggi è invece la Nuova Zelanda a fare la voce grossa: +28% sui primi cinque mesi del 2015 e 20.591 tonnellate di prodotto, che portano al 55%la fetta di mercato presidiata. Segue, ma molto distanziata, l’Australia. Terza piazza per gli Stati Uniti, che, però, vedono contrarre la loro quota (-31%). Ottima la performance della Francia che con un superlativo +122% supera Danimarca (+26%) e Italia (+22%).