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Irlanda, grande interesse per il mercato lattiero-caseario iraniano

Con una popolazione di 80 milioni di abitanti, dei quali circa il 40% con meno di 25 anni, una crescita del PIL stimata del 2% anno e dopo la revoca delle sanzioni internazionali, l’Iran, o meglio il suo mercato, è diventato il sogno segreto di molti Paesi, tra cui l’Irlanda. Il Bord Bia, il Dipartimento per l’Agricoltura e l’Alimentazione e 17 aziende alimentari irlandesi hanno già visitato il Paese per promuovere i prodotti lattiero-caseari e altri alimenti.

Aidan Cotter, amministratore delegato di Bord Bia, ha auspicato che la revoca delle sanzioni internazionali contro l’Iran, con un’economia che cresce e con la domanda dei prodotti premium che ha superato l’offerta interna, apra la strada agli esportatori di prodotti alimentari irlandesi per entrare nella seconda più grande economia del Medio Oriente. E l’Irlanda può rappresentare un punto di riferimento per la fornitura di prodotti alimentari di alta qualità, sicuri e sostenibili.

Il focus principale della visita è stato puntato sul mercato lattiero-caseario iraniano e sui cibi preparati, dove esistono grossi margini di sviluppo. Bord Bia si è occupato di creare il clima giusto tra le aziende irlandesi e l’ambiente imprenditoriale iraniano.

L’esportazioni agro-alimentari irlandesi verso l’Iran nel 2015 sono state pari a 3,6 milioni milioni, consistenti principalmente in succhi di frutta, burro e cibi preparati; le esportazioni di prodotti lattiero-caseari, tra cui latte artificiale, più fiorenti in passato, hanno subito negli ultimi anni un rallentamento.

Ma l’Irlanda sta svolgendo un’azione ad ampio raggio, che coinvolge non solo il ritrovato mercato iraniano (anche se, a onor del vero, le sanzioni non hanno mai riguardato i prodotti alimentari) ma anche importanti attori economici del bacino del Mediterraneo, come la Turchia, e del Maghreb, come l’Algeria e il Marocco: funzionari del Dipartimento per l’Agricoltura hanno visitato Ankara, Algeri e Rabat per colloqui con i loro omologhi turchi sullo sviluppo degli scambi commerciali tra i due paesi.