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In Cina restrizioni ai brand del latte in polvere per neonati

Giro di vite in Cina sulle norme che riguardano gli esportatori di latte in polvere per neonati. E la prima ‘vittima’ potrebbe essere la Nuova Zelanda, principale fornitore. Il tutto è scaturito da un importante aggiornamento della legislazione sulla sicurezza alimentare cinese, emanato lo scorso ottobre, che comprende l’obbligo, per i produttori di latte in polvere per neonati, di registrare i loro marchi presso il China Food and Drug Administration (CFDA), mettendo, così, il latte per l’infanzia sullo stesso piano dei prodotti farmaceutici.

Il mercato cinese del latte artificiale, per quel che riguarda la vendita al dettaglio, è destinato a crescere fino a toccare i 25 miliardi di dollari Usa entro il prossimo anno.

Con questo nuovo regolamento, presentato all’Organizzazione mondiale del commercio, sarà possibile per le aziende esportare un massimo di tre marchi di latte per neonati. E queste restrizioni valgono anche per le aziende locali, fatto che comporterà una riduzione del 80% del numero di attori sul mercato.

Secondo il sito web specializzato in legislazione cinese ChemLinked, ci sarà un periodo di due mesi durante il quale si chiederà un feedback sulla proposta di cambiamento delle regole da parte dei membri dell’OMC.

La Nuova Zelanda sarebbe la più penalizata in virtù della sua posizione dominante. Si consideri che ha esportato in Cina, da dicembre 2014 a novembre 2015, ben 136 milioni di dollari in valore di latte in polvere per l”infanzia, rispetto ai 118 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente. Una cifra ragguardevole se si tiene conto che il totale delle importazioni nel mercato cinese, tra il 2012 e il 2013, ha raggiunto poco più di 200 milioni di dollari.

Ora i Paesi più interessati dalle nuove proposte normative stanno cercando almeno di ottenere dalla Cina un ‘periodo di transizione’, al fine di consentire ai produttori di adeguarsi alle novità.

A detta di alcuni operatori del settore, fuori dal coro, le principali marche di latte artificiale straniere trarrebbero addirittura beneficio dai cambiamenti, a causa di un mercato meno competitivo. Perché, in effetti questi nuovi regolamenti – che dovrebbero essere attuati nel corso del primo semestre di quest’anno – oltre a limitare i produttori di latte in Cina e all’estero, avranno la conseguenza di ridurre drasticamente i player di settore.