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Molte razze di pecora a rischio estinzione in Italia

Ben 38 razze di pecora a rischio estinzione nel nostro Paese. E le cose non vanno meglio per gli altri animali da allevamento. Nel solo 2013, in totale, sono scomparsi oltre 10 milioni di capi, considerando anche mucche, maiali, capre, galline, oche e conigli. Non è una novità, è una tendenza che va avanti da tempo ma, in occasione dell’apertura della Fieragricola di Verona, Coldiretti ha lanciato l’allarme. Nel corso del 2013 sono venute a mancare circa un milione di pecore, agnelli e capre, 650mila maiali, 45mila manze e 25mila bufali. Un crollo che rischia di compromettere anche la straordinaria biodiversità degli allevamenti italiani: sono in pericolo ben 130 razze allevate, tra le quali, oltre alle 38 di pecora, 24 di bovini e 22 di capre. 

Della capra Girgentana, dalle lunghe corna a forma di cavaturacciolo, restano circa 400 capi, tutti allevati per la produzione di latte destinato alla ‘Tuma ammucchiata’ (formaggio nascosto). Sono qualche migliaio, invece, le pecore della razza Brogna, dalle caratteristiche macchie rossastre, più o meno estese, che punteggiano testa, orecchie e arti. Della pecora Alpagota, originaria dell’altopiano di Alpago, si possono ormai contare solo 3363 capi.

In concomitanza al grido d’allarme di Coldiretti, è apparso il secondo ‘Rapporto sullo Stato delle Risorse Genetiche Animali del mondo per l’Alimentazione e l’Agricoltura’ curato dalla Fao, secondo il quale circa il 17% (1.458) delle specie animali domestiche sono a rischio. Tra il 2000 e il 2014 si sono estinte quasi 100 razze di bestiame.

I dati parlano chiaro anche riguardo agli ovini. La causa principale dell’erosione genetica sono gli incroci indiscriminati di razze. Altri aspetti critici sono il crescente utilizzo di razze non autoctone, il declino dei tradizionali sistemi di produzione animale e l’abbandono di razze ritenute non sufficientemente competitive. Caso emblematico è quello della pecora comisana, quella dalla testa di colore rossastro, che va sparendo: la maggior parte degli allevatori preferisce ormai le pecore sarde, poiché producono più latte, oltre che lana in maggior quantità e più pregiata. Ma quella di Comiso (RG) è, in ogni caso, una razza autoctona in via d’estinzione. E andrebbe per ciò solo salvaguardata.