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Mercato lattiero-caseario in Africa, luci e ombre

Il mercato lattiero-caseario dell’Africa extra Maghreb sarà a due velocità nei prossimi anni, con l’Africa occidentale che vedrà una crescita sostenuta della domanda di importazioni.

A dirlo è Kevin Bellamy, analista di Rabobank, che ha affermato che l’Africa sarà “la prossima frontiera per i prodotti lattiero-caseari”, con dei distinguo: protezionismo e interessi locali portano l’Africa orientale a puntare sul prodotto interno, mentre il latte in polvere di produzione estera continuerà a dominare il mercato dell’Africa occidentale, che resta fortemente dipendente dalle importazioni.

A tal proposito, basti pensare che in Nigeria, il paese più popoloso dell’Africa, a fronte di un fabbisogno di 1,4 miliardi di litri l’anno, l’offerta locale riesce a soddisfarne appena il 25%.

In Ghana, non va molto meglio. Qui il prodotto locale copre solo il 27% della domanda. Ciò dipende anche dalle basse percentuali di produttività degli animali e da un clima non sempre favorevole.

In Africa occidentale, tra l’altro, i dazi doganali sono generalmente bassi e l’accesso al mercato quindi è alquanto facilitato, generando, di conseguenza, un forte interesse tra le aziende importatrici. I consumatori in Africa occidentale preferiscono prodotti in polvere, il latte intero in polvere in primis, ma anche quello condensato ed evaporato.

Da segnalare anche il margine di crescita del consumo di latte in polvere parzialmente scremato, con aggiunta di grassi commestibili, come l’olio di palma, che offre una più conveniente alternativa al latte intero in polvere.

In Africa orientale, invece, l’industria casearia, grazie ad un clima più adatto, è in grado di soddisfare la domanda interna: ben il 97% della domanda è soddisfatta dal mercato di latte crudo di produzione locale. A spingere le percentuali così in alto, contribuiscono anche i dazi doganali, generalmente molto molto alti. In quest’area, si registra una forte preferenza del consumatore per il latte liquido grezzo, che viene di solito bollito prima del consumo.

Per Rabobank la crescente domanda in tutta l’Africa è spinta da redditi più elevati, e da una classe media in crescita, sulla falsariga dell’Asia degli ultimi decenni, dove la crescente richiesta è stata trainata dall’uso diffuso di latte artificiale.

In tutto il continente africano, infine, il consumo di latte per l’infanzia è abbastanza contenuto, ci sono infatti ancora alti tassi di allattamento al seno. Ma, anche in questo caso, le cose sono destinate a cambiare: una forza lavoro femminile in aumento significa in prospettiva tassi di allattamento al seno più bassi.